statuto

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STATUTO


DENOMINAZIONE, SEDE, DURATA


Art. 1 — Denominazione —
E' costituita con riferimento all'art.18 della Costituzione Italiana ed in base agli artt. 14 e seguenti del Codice Civile la libera Associazione "Luce per la Vita — ONLUS".
L'Associazione è una Organizzazione non lucrativa di utilità sociale al sensi del D.Lgs 4 dicembre 1997 n. 460. 

Art. 2 — Sede e durata
La sede legale dell'Associazione è fissata in Torino, corso Orbassano n. 336 e potrà essere modificata con deliberazione del consiglio direttivo. L'Associazione opera esclusivamente nell'ambito della Regione Piemonte ed ha facoltà di attivare sedi o nuclei operativi in altre località della Regione stessa. 
L'Associazione ha durata illimitata.

 

SCOPI, OGGETTO E ATTIVITA' SOCIALE
Art. 3 — Scopi e finalità —
L'Associazione, che non ha finalità speculative nè scopo di lucro, ha per scopo l'assistenza sociale e socio—sanitaria e più dettagliatamente quello di:

  • promuovere la tutela del diritti, la qualità e la dignità della vita delle persone sofferenti, malate, anziane e nella fase terminale della loro esistenza;
  • promuovere la conoscenza e la diffusione della possibilità di aiuto e di cura in ambito domiciliare;
  • promuovere la diffusione e l'applicazione delle cure palliative come risposta globale e individualizzata ai bisogni del malato e della famiglia, in merito all'esperienza di cura della fase terminale della malattia;
  • favorire il reinserimento e la permanenza al loro domicilio delle persone sofferenti, malate, anziane e nella fase terminale della loro vita, assicurando ad esse ed ai loro familiari la necessaria cura e assistenza.

Per il miglior raggiungimento degli scopi di cui sopra, l'Associazione può costituire commissioni o comitati scientifici e/o culturali. L'Associazione esclude inoltre ogni caratterizzazione confessionale o di partito, diretta o indiretta.

L'Associazione non potrà svolgere attività diverse da quelle di cui sopra, ad eccezione di quelle ad esse direttamente connesse e comunque in via non prevalente.

Art. 4 — Attività — 

Per conseguire il raggiungimento degli scopi di cui all'Art. 3, l'Associazione di propone di:

a) organizzare corsi di formazione e di aggiornamento professionale degli operatori nel campo delle cure domiciliari, delle cure palliative, seminari, dibattiti e manifestazioni pubbliche a carattere culturale e /o scientifico;

b) curare l'edizione di pubblicazioni anche a carattere periodico, tra le quali il notiziario dell'Associazione;

c) fornire consulenza e costituire un centro di riferimento e documentazione per le cure domiciliari, le cure palliative ed i temi etici e giuridici di tutela dei diritti della persona;

d) costituire un polo coordinato di aggregazione tra le istituzioni sanitarie e sociali presenti a livello territoriale, le rispettive figure professionali, il volontariato, i propri operatori, al fine di offrire una risposta unitaria, globale e individualizzata all'assistito e alla sua famiglia, in relazione allo stato clinico e ai loro bisogni fisici, psicologici, sociali e spirituali;

e) soddisfare i bisogni di salute dell'assistito e della sua famiglia attraverso il mantenimento del miglior stato di salute possibile, la prevenzione delle malattie, gli interventi diagnostici, terapeutici, assistenziali, palliativi e riabilitativi, da attuare principalmente al domicilio degli utenti;

f) sviluppare e partecipare a programmi di ricerca nell'ambito delle cure domiciliari;

g) instaurare relazioni di cooperazione con organizzazioni affini, sia nazionali che internazionali, cointeressate ai medesimi scopi;

h) collaborare alla istituzione, organizzazione e/o gestione di strutture sanitarie o assistenziali preposte in particolare all'assistenza delle persone in fase terminale della loro vita.

Per il conseguimento dei propri scopi, l'Associazione, in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione, potrà altresì promuovere occasionalmente raccolte pubbliche di fondi, anche mediante offerte di beni di modico valore o di servizi ai sovventori.

Art. 5  — Valori, principi e norme di riferimento 

Nel perseguire gli scopi e le finalità dell'Associazione, tutti gli associati agiscono in modo che l'operato da essi svolto, sia questo di natura concettuale, relazionale, organizzativa o tecnica, dimostri la loro chiara adesione ai principi enunciati nei seguenti documenti:

1) “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo” (ONU 10/12/1948)

2) “Dichiarazione dei diritti del fanciullo” ( ONU 9/11/1959)

3) “Diritti dei malati e dei morenti”  ( Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, 29/1/1976)

4) “30 diritti del cittadino” ( Movimento federativo democratico, 1982)

5) “Dichiarazione di Cos”  ( Ecole dispersée de Santè Européenne, 25/10/1992)

Su proposta del Consiglio Direttivo, l'Assemblea ha la facoltà di deliberare l'inserimento di altri documenti nazionali e internazionali nel presente articolo 5, che siano anch'essi permeati dalla sensibilità verso i diritti della persona e rappresentino un'evoluzione positiva nella riesamina e nella concretizzazione della ricerca dei più alti valori dell'esistenza umana.

Ogni socio operatore professionista è inoltre tenuto all'obbligo dell'osservanza delle norme deontologiche della propria Professione. I rispettivi Ordini e Collegi Professionali hanno potere di controllo sui propri iscritti, secondo la Legge n. 175 del 5/2/1992.

ASSOCIATI

Art. 6 — Associati 

Fanno parte dell'Associazione coloro che l'hanno costituita e coloro che, avendo presentato domanda, saranno ammessi in seguito a deliberazione del Consiglio Direttivo.

Le domande di ammissione dei nuovi associati devono riferirsi a persone maggiorenni o minorenni

( in tal caso la domanda dovrà essere sottoscritta, ai sensi di Legge, da chi esercita la patria potestà o ne ha la tutela), di qualsiasi nazionalità, che intendano partecipare attivamente al conseguimento degli scopi associativi o ad enti pubblici o privati che abbiano finalità compatibili con quelle dell'Associazione, e che abbiano richiesto la qualità di associato con delibera regolare, a norma del proprio statuto.

Gli associati partecipano alla vita dell'Associazione nelle forme previste dal presente statuto e dai regolamenti eventualmente approvati e si impegnano a sostenerne le finalità.

Il numero degli associati è illimitato.

Gli associati possono essere:

FONDATORI: le persone fisiche o gli enti che hanno partecipato alla costituzione dell'Associazione e tutti coloro che verranno ammessi successivamente con tale qualifica dal Consiglio Direttivo;

ORDINARI: coloro che con il loro impegno e contributo o svolgendo attività a favore dell'Associazione ne sostengono la valorizzazione ed il raggiungimento degli scopi sociali;

SOSTENITORI o BENEMERITI: coloro che partecipano alle attività dell'Associazione in forma non continuativa e che verranno ammessi con tale qualifica a seguito della loro domanda al Consiglio Direttivo.

Art. 7 — Ammissione degli associati —

L'ammissione degli associati è deliberata dal Consiglio Direttivo, il quale deciderà entro 60 giorni dal ricevimento della domanda. L'ammissione  all'Associazione non può essere prevista per un periodo temporaneo, salva la facoltà di recesso di cui infra.

Art. 8 — Diritti dei soci —

L'esercizio dei diritti del socio e l'accesso alle attività sociali è subordinata all'effettivo versamento della quota associativa, non inferiore all'importo determinato annualmente dal Consiglio per ciascuna categoria.

I soci non assumono alcuna responsabilità oltre l'importo delle rispettive quote. La quota dovrà essere versata entro il termine fissato dal Consiglio Direttivo, comunque precedentemente alla data dell'assemblea che approva il bilancio. 

Art. 9 — Scioglimento del rapporto sociale —

La qualità di associato si perde per decesso, recesso, decadenza ed esclusione. La decadenza può aver luogo per mancato versamento della quota associativa annuale o nei casi che verranno individuati dal Consiglio Direttivo in relazione alla partecipazione alle attività dell'Associazione. L'esclusione può aver luogo per azioni o comportamenti pregiudizievoli agli scopi, al patrimonio dell'Associazione, per inosservanza dello statuto o delle delibere legalmente assunte o degli eventuali regolamenti, per comportamenti scorretti o lesivi della dignità o degli scopi dell'Associazione, dei principi, valori e norme di riferimento indicati all'Art. sub.5, del codice deontologico della rispettiva professione, sentito il parere dell'Ordine o del Collegio. Nel caso di enti pubblici o privati, per la liquidazione, fallimento o altra procedura concorsuale. La perdita della qualità di associato viene deliberata dal Consiglio Direttivo. Ciascun associato può recedere dall'Associazione comunicandolo per iscritto al Consiglio Direttivo. Il recesso ha effetto con lo scadere dell'anno in corso se comunicato almeno tre mesi prima. Le quote versate dagli associati receduti, decaduti o esclusi, rimangono consolidate nel patrimonio dell'Associazione. 

PATRIMONIO ED ESERCIZIO SOCIALE

Art. 10 — Patrimonio  —

IL patrimonio dell'Associazione è costituito dai beni mobili e  immobili di proprietà e dalle riserve eventualmente costituite. Le entrate dell'Associazione sono costituite da

- quote annuali degli associati;

- erogazioni, contributi, donazioni e lasciti di qualsiasi persona o ente pubblico o privato interessato a sostenere le attività dell'Associazione;

- entrate derivanti dalle manifestazioni e dalle attività organizzate dall'Associazione.

Art. 11 — Esercizio sociale  —

L'esercizio sociale inizia il primo gennaio e termina il trentuno dicembre di ogni anno. Entro tre mesi dalla fine di ogni esercizio, il Consiglio Direttivo predispone il bilancio consuntivo e il bilancio preventivo dell'esercizio successivo, che saranno sottoposti all'approvazione dell'Assemblea degli associati entro il trenta aprile.

E' fatto divieto all'Associazione di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione nonchè fondi, riserve o capitale durante la vita dell'Associazione, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre Onlus che per legge, statuto o regolamento facciano parte della medesima ed unitaria struttura. 

Gli utili e gli avanzi di gestione dovranno essere impiegati obbligatoriamente per la realizzazione delle attività istituzionali o di quelle ad esse direttamente connesse.

ORGANI E CARICHE DELL'ASSOCIAZIONE

Art. 12 — Organi  —

Sono organi dell'Associazione:

- l'Assemblea degli associati;

- il Consiglio Direttivo;

- Il Collegio dei Revisori o il Revisore.

Gli emolumenti corrisposti ai componenti l'organo amministrativo e l'organo di controllo non potranno comunque essere superiori al compenso massimo previsto dalla legge per il presidente del collegio sindacale delle società per azioni.

Art. 13 — Assemblea  —

L'Assemblea è costituita da tutti gli associati regolarmente iscritti nel libro degli associati. L'Assemblea può riunirsi in seduta ordinaria e/o straordinaria. L'Assemblea ordinaria è convocata dal presidente entro il mese di aprile di ogni anno mediante avviso affisso nella sede legale e in tutte le sedi operative, almeno dieci giorni prima della data fissata per la prima convocazione, contenente l'ordine del giorno. La convocazione dovrà nello stesso termine essere inviata per lettera semplice a tutti i soci, agli amministratori e al Collegio dei Revisori o al Revisore. L'Assemblea ordinaria prende in esame la relazione preparata dal Consiglio Direttivo sull'attività svolta nell'anno precedente e approva il bilancio consuntivo e il bilancio preventivo. L'Assemblea è convocata dal Consiglio Direttivo quando lo richieda almeno un decimo degli associati. Nella richiesta devono risultare gli argomenti dei quali si richiede la trattazione. L'Assemblea è regolarmente costituita in prima convocazione con la presenza di almeno la metà più uno degli associati e in seconda convocazione qualunque sia il numero degli associati. La seconda convocazione deve essere fissata in un giorno successivo alla prima ma non oltre quindici giorni dopo. 

Ogni socio maggiorenne, quale che ne sia la categoria, ha diritto di voto per tutte le deliberazioni dell'assemblea ivi comprese quelle attinenti l'approvazione e le modificazioni dello statuto e dei regolamenti, nonchè la nomina degli organi direttivi dell'Associazione.

E' ammesso l'intervento con delega, da conferire per iscritto esclusivamente ad altro associato, il quale non può rappresentare più di due associati. L'Assemblea delibera su:

- bilancio consuntivo e preventivo

- sugli indirizzi generali dell'Associazione

- sulle modifiche dello statuto sociale

- su tutti gli argomenti ad essa sottoposti dal Consiglio Direttivo.

L'Assemblea elegge:

- i membri del Consiglio Direttivo;

- i membri del Collegio dei Revisori o il Revisore.

L'Assemblea è presieduta dal Presidente del Consiglio Direttivo o, in caso di sua assenza, dal Vice Presidente oppure da un socio designato dall'Assemblea. Il Presidente dell'Assemblea nomina un segretario e, se necessario, due scrutatori. Delle riunioni si redigerà un verbale firmato dal Presidente, dal segretario ed eventualmente dagli scrutatori. In caso di deliberazioni riguardanti modifiche dello statuto o lo scioglimento dell'Associazione, l'Assemblea è regolarmente costituita con la presenza, in prima e seconda convocazione, di almeno i tre quarti degli associati. L'Assemblea delibera validamente sia in prima che in seconda convocazione con la maggioranza dei tre quarti dei presenti aventi diritto di voto. L'Assemblea vota normalmente a scrutinio segreto per le elezioni delle cariche sociali e per alzata di mano negli altri casi. In casi particolari l'Assemblea potrà stabilire di procedere a votazione con scrutinio segreto.  Le deliberazioni prese dall'Assemblea in conformità dello statuto obbligano tutti gli associati, anche se assenti, dissenzienti o astenuti dal voto. 


Art. 14  — Consiglio Direttivo  —


L'Associazione è amministrata da un Consiglio Direttivo composto da un minimo di cinque ad un massimo di nove membri che durano in carica tre anni e sono sempre rieleggibili. 
I Consiglieri e il Presidente possono anche non essere soci o mandatari di enti associati. 
Il Consiglio nomina al suo interno il Presidente, qualora non vi abbia già provveduto l'Assemblea, uno o più vice presidente, il Segretario e il Tesoriere. Il 
Consiglio si riunisce di norma almeno una volta all'anno su convocazione del Presidente con avviso inviato, anche per via telefonica e salvo casi di urgenza, con cinque giorni di anticipo. Per la validità delle deliberazioni occorre la presenza della maggioranza dei membri del Consiglio ed il voto favorevole della maggioranza dei presenti. 

Delle riunioni del Consiglio deve essere redatto, su apposito libro, il relativo verbale, che deve essere sottoscritto dal Presidente e dal segretario.

Il Consiglio Direttivo dirige l'Associazione con i più ampi poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione. dà attuazione alle deliberazioni dell'Assemblea, predispone i bilanci preventivi e consuntivi, delibera sull'affiliazione e/o  sulla partecipazione ad altre associazioni o enti, delibera sull'ammissione, recesso ed esclusione degli associati.

Il Consiglio Direttivo ha facoltà di adottare regolamenti per le attività dell'Associazione oppure più regolamenti per singoli settori di attività, nonché per la disciplina dei rapporti tra gli associati e l'Associazione.

Il Consiglio, sentito il parere dell'Assemblea, potrà istituire apposite commissioni di lavoro o comitati tecnici, stabilendone la composizione e le attribuzioni.

In caso di dimissioni o di decesso di un consigliere, il Consiglio provvede alla sua sostituzione con il primo dei non eletti e chiede convalida alla prima Assemblea.

In caso di dimissioni della maggioranza dei Consiglieri, il Consiglio si intende decaduto ed il Presidente deve convocare sollecitamente l'Assemblea per la nomina dei nuovi consiglieri. 
Ai membri del Consiglio Direttivo spetta il rimborso delle spese effettivamente sostenute per conto dell'Associazione. 


Art. 15  — Presidenza —

Il Presidente ha la rappresentanza legale dell'Associazione e convoca il Consiglio Direttivo e l'Assemblea degli associati. In caso di assenza o impedimento del Presidente, la legale rappresentanza spetta al o ai vice Presidente/i, se nominati. 
Il Consiglio Direttivo può delegare parte dei propri poteri al Presidente. al/ai Vice Presidente/i od a uno dei Consiglieri con opportuna deliberazione da redigersi sul libro delle adunanze del Consiglio Direttivo. 


Art. 16  — Revisore - Collegio dei revisori  —


La vigilanza è affidata a un Revisore o a un Collegio di Revisori, composto da tre membri nominati dall'Assemblea tra gli associati e non associati. 
L'Assemblea determina il numero dei Revisori prima della nomina. 
Essi durano in carica tre anni e sono rieleggibili.  I Revisori devono:

- accertare la regolare tenuta della contabilità sociale; 


- accertare la regolarità della gestione sociale; 


- accertare che la valutazione del patrimonio sociale venga eseguita con l'osservanza delle norme di legge; 

- accertare in sede di verifica la consistenza di cassa e' l'esistenza di valori e di titoli di proprietà dell'Associazione; 

- convocare l'Assemblea quando non vi provveda il Presidente

- redigere la relazione relativa ai bilanci annuali. 
I Revisori possono in ogni momento procedere, anche individualmente, ad atti di ispezione e controllo.
I Revisori hanno tutti gli altri doveri e compiti stabiliti dalla legge. Delle riunioni del Collegio dei Revisori e delle verifiche del Revisore deve redigersi un verbale che, sottoscritto dagli intervenuti, viene trascritto nell'apposito libro, sul quale devono essere verbalizzati anche gli accertamenti fatti individualmente. Le deliberazioni dei Revisori devono essere prese a maggioranza. Il Revisore dissenziente ha diritto di far iscrivere a verbale i motivi del proprio dissenso.

DISPOSIZIONI FINALI

Art. 17  — Scioglimento —

Lo scioglimento dell'Associazione è di esclusiva competenza  dell'Assemblea degli associati, che delibera con le modalità e le maggioranze di cui all'articolo 13 del presente statuto. L'Assemblea che dichiara lo scioglimento dell'Associazione provvede alla nomina del o dei liquidatori, da scegliersi 
preferibilmente tra gli associati, e ne stabilisce i poteri. 
Nel caso di scioglimento dell'Associazione, l'eventuale patrimonio residuo dell'ente dovrà essere devoluto, su indica
zione dell'Assemblea, ad opera dei liquidatori a favore di altra organizzazione non lucrativa di utilità sociale o a fini di pubblica utilità, sentito comunque l'organismo di controllo di cui all'art. 3 coma 190 della legge 23 dicembre: 1996 n. 662,  salvo diversa destinazione imposta dalla legge. 

Art. 18  — Clausola arbitrale —


Le controversie che dovessero insorgere tra l'Associazione e ciascun associato, ovvero tra gli associati medesimi, connesse all'interpretazione dello Statuto Sociale e/o, più in generale, all'esercizio dell'attività sociale, il cui valore calcolato secondo i criteri stabiliti all'art. 26 del Regola-
mento della Camera Arbitrale del Piemonte, superi i cento milioni pi lire, sarà risolta secondo la procedura di arbitrato prevista dal Regolamento sopramenzionato. L'arbitro sarà nominato secondo i criteri previsti dall'art. 6, punto 2 di tale Regolamento e deciderà in via rituale nel rispetto del Regolamento e delle norme inderogabili del Codice di Procedura Civile. 
Ove il valore della controversia non ecceda i cento milioni 
di lire, la controversia sarà risolta secondo la procedura diretta di arbitrato rapido ADR - PIEMONTE prevista dalla parte VI del  Regolamento della Camera Arbitrale del Piemonte, da un arbitro unico nominato conformemente a tale regolamento, che deciderà in via rituale secondo equità e senza formalità di procedura. 

A tal fine i soggetti interessati dichiarano di conoscere e specificatamente di accettare il Regolamento della Camera Arbitrale del Piemonte con particolare riferimento, ma non limitatamente, alle modalità di designazione degli arbitri.


Art. 19 
Per tutto quanto non è contemplato nel presente statuto, si fa riferimento alle norme di Legge in materia di associazioni riconosciute.

Art. 20

L'Associazione richiederà il riconoscimento all'organo regionale competente.

Visto per inserzione

Torino, 3 maggio 1999

In originale firmato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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