Associazione Luce per la Vita Onlus

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NATALE 2015


Cari amici, 

alla grande mostra di Monet a Torino in questi giorni c’è un quadro tra gli altri: “la gazza”. Il paesaggio è invernale, un recinto coperto di neve, che pare digradare verso lo spettatore, la luce chiara del sole d’inverno che filtra tra le nubi, il bianco della neve con mille sfumature ovunque e quel punto nero di colore di una gazza ritta su uno steccato. Si può restare lì di fronte al quadro, senza un tempo, incantati da quella luce che tutto penetra.

E’ mattina, a mille metri, in lontananza si scorge la pianura con la nebbia che tutto ricopre illuminata di rosa e azzurro, gli alberi sono spogli, qualche mela dimenticata resta appesa , rossa, ai rami nudi, rare foglie dorate d’autunno, i monti d’improvviso s’illuminano con una striscia crescente di luce rosa-arancio, nell’aria solo lo scrosciare lontano del torrente. È l’alba.

Uno schermo grande , suddiviso in tre pannelli verticali, separati da una sottile cerniera nera. Scorrono immagini, persone che da un pannello paiono entrare nell’altro e invece scompaiono, le vetrate di chiese del ‘900, voci che cantano un canto gregoriano, la luce che entra dalle formelle colorate, pareti di cemento, grigie, gialle, rosse,le immagini scorrono e trattengono l’attenzione.

Un senso di pace e sospensione senza tempo abita chi guarda, cosa accade ?

E’ la bellezza. Un gruppo di pazienti, dopo un intervento chirurgico  ha dalla camera la visione di un muro di mattoni, un altro gruppo ha la visione di un giardino di alberi. Nel secondo gruppo la degenza è più breve, l’uso di analgesici è inferiore, il recupero è più rapido. Cosa accade ? Chi conduce lo studio, poi ripetuto, deduce che la bellezza e la natura curano.

Come ci sentiamo se semplicemente entriamo in una stanza luminosa, ordinata, con forme gradevoli e bei colori, o se entriamo in una stanza semibuia, sporca, in disordine, com’è il nostro stato d’animo ?

Ciascuno di noi ha fatto più o meno consapevolmente l’esperienza della bellezza nella propria vita. Forse uno sguardo, o una musica, o un paesaggio o un dipinto, o un viso. Forse non ci siamo resi conti di quanto accadeva nel profondo. La sensazione che ci invade è di un momento senza tempo, di pienezza, di appartenenza a qualcosa di più grande, forse eterno. Tutto accade in pochi istanti.

E quando gli umani hanno voluto distruggere la memoria dei loro simili si sono accaniti contro la bellezza che quella civiltà aveva edificato, cogliendo che in quella bellezza di forme o architetture viveva l’anima di coloro che avevano edificato.

Nei giorni che precedono le feste del Natale e del Capodanno, si cercano oggetti, si curano pacchetti, si preparano magnifici piatti, e la bellezza quotidiana è più visibile, anche nelle luci che riempiono le case e le città. Il festeggiare, quali che siano le ragioni ed i sentimenti di ciascuno, richiede bellezza.

Allora quando accade, custodiamo questi momenti di incanto, di sospensione, lasciamo che ci penetrino più in profondità che in quell’abitudine di consumare l’attimo fuggente. I semi di bellezza nutrono la nostra vita, il nostro cuore, ci dispongono verso la vita e gli altri in atro modo. Non si tratta di essere possessori di bellezza, come certi ricchi collezionisti che tengono i quadri nelle cassaforti, ma di lasciarsi abitare dalla bellezza che ci è donata, negli incontri, nella natura, in tutta l’arte che gli umani sono riusciti a produrre. Quando ci accade, fermiamoci , ascoltiamo quello che ci accade e custodiamolo. Nel mito Orfeo il cantore, solo grazie alla sua musica riuscì a farsi aprire le porte dei regno dei morti per ritrovare la sua amata, che poi perse di nuovo a causa del desiderio. Gli antichi ci dicono che la bellezza ha un potere straordinario, anche di guarigione, anche nei gesti di cura coltiviamo l’attenzione alla bellezza semplice di un fiore, di un profumo, dello sguardo di un cagnolino, con i nostri cari, con i nostri pazienti.

L’augurio per questo Natale che verrà sia di andare oltre la superficie degli attimi e aprirci all’incanto della bellezza, delle piccole e delle grandi cose, così come ci accadrà, momento per momento. Anche nel pieno del dolore qualche cosa di bello può sempre accadere, lo possiamo incontrare come nella poesia di Ungaretti, scritta nelle trincee della Grande Guerra :

Si sta come

d’autunno

sugli alberi

le foglie.

 

Buon Natale e possa essere un Anno di pace

Claudio Ritossa per Luce per la Vita

 

 

 

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